10 regole banali

Vuoi scrivere una lista di regole o consigli o segreti o trucchi su qualcosa per farti bello sul web? Ti prego, no! E se proprio non ce la fai a rinunciare…

  1. Non essere un fuffologo

    Caro mio, sei un esperto di fuffa? Sappi che la rete è piena di persone che scrivono solo per farsi notare, ma i cui articoli sono pura banalità. Non importa se i tuoi amici ti hanno scritto in massa “bel pezzo, bravo”. È un complimento di facciata, tu ne hai fatti a bizzeffe, nel grande cerchio delle raccomandazioni farlocche!

    Ma soprattutto fuggi dai maestri del banale, quelli che ogni giorno scrivono tanto, twittano tantissimo e ti raccontano le loro superimprese. Chi ha tanto tempo per chiacchierare, vuol dire che lavora poco.

  2. Basta incompetenti

    Ti riporto il consiglio del mio maestro, Claudio Gatti, grande inviato negli States del Sole24ore: per scrivere di qualcosa devi diventarne un esperto, anche in poco tempo, leggendoti tutto il possibile e chiedendo il più possibile. Perciò non accontentarti di scrivere solo perché hai trovato una piccola ricerchina da un sito americano, un’infografica o un commento interessante. Confrontala con altre ricerche, con altre analisi, cita altri casi, chiedi in giro.E per favore, evita l’autocitazione se non sei Steve Jobs!

  3. Alle copie ci pensa la copisteria

    Se il tema di cui stai parlando è già stato citato da 100 altri blogger, hai un’idea diversa da raccontare? Altrimenti chi se ne frega dell’ennesimo pezzo uguale a quello che hanno già scritto 20 persone prima di te. Questo sempre se non sei Steve Jobs. E credimi nessuno di noi lo è.

  4. Non leccare gli “pseudoguru”. C’è già la fila.

    Adoro quelle liste tipo “i 10 personaggi da seguire” o “i 10 maestri da imitare”. Guarda che lo sappiamo tutti che le scrivi solo per farti notare da questi qui che hanno migliaia di follower e speri che una loro citazione ti porti un po’ di nuovi fan.È tanto bello vivere di luce riflessa? Va bene condividere un articolo interessante, ma leccare in questo modo è penoso. Per altro i veri guru, quelli che non hanno bisogno di migliaia di follower per dimostrare al mondo la loro qualità, non ti cagheranno nemmeno di striscio. Sai chi mi ricordi?

  5. Studia gli esempi di cui parli. Tanto!

    Perché mi citi un caso se non lo conosci perfettamente? Hai intervistato l’ideatore? Hai trovato una sua intervista? Hai una prova di quello che dici? L’hai seguito attentamente per tanto tempo, hai guardato tutte le sfumature della storia, hai chiesto ai colleghi cosa ne pensano? Chi legge vuole storie approfondite, case history perfette. Altrimenti è sempre e solo fuffa!

  6. Dimenticati Google

    Lo sappiamo tutti che se scrivi “i 10 segreti per vivere da freelance” voli in alto su Google e ti prendi un sacco di click. Poi io ti leggo e penso: “ma che dice? Ma è tutto sbagliato”. E cosa ci hai guadagnato? Un migliaio di click in più e diverse centinaia di persone che quando sentiranno dire il tuo nome risponderanno “lascia perdere, quello lì non sa niente”. E purtroppo è vero.

  7. Rompi le scatole a qualcuno

    Un articolo completo deve andare di traverso a qualcuno. Se non dai noia a nessuno con le tue idee, vuol dire che non sei rivoluzionario e che non stai dicendo niente di nuovo. E quando dico di rompere le scatole (notare l’uso di una parola che non userei mai di persona) non intendo come ho fatto io con questo pezzo, che farà solo stridere qualche vecchia dentiera. Intendo smuovere le menti, far girare concetti diversi da quelli in voga tra la massa, rischiando critiche e risate, se hai la sicurezza che un giorno tutti si dovranno ricredere.

  8. Porta i numeri

    Su qualsiasi tema di cui parli, i numeri sono importanti. Se poi parli di risultati, i numeri sono indispensabili. Ci sono intere aziende che fanno solo analisi, centri di ricerca, società di statistica, infografiche, studi, ecc.ecc. Non hai numeri? Solo nelle discussioni al bar la gente non porta i numeri.

  9. Porta le prove

    Mi racconti un metodo innovativo per fare il pane, oppure come vendere con Pinterest. Bene, hai fatto una prova? Hai parlato con qualcuno che l’abbia provato e te lo può dimostrare o almeno hai letto il racconto di uno che riporta la sua esperienza, con tanto di prove? No? Tranquillo, io credo anche al mio barista che mi racconta come abbia conquistato due modelle russe che non si conoscevano tra loro e la sera stessa se le sia portate a casa insieme.

  10. Rileggi quello che hai scritto. E poi cancellalo

    I grandi giornalisti hanno riscritto i loro articoli decine di volte per migliorarli. Gli scrittori hanno sudato sangue per un paragrafo perfetto. E tu non rileggi il tuo pezzo, ci lasci gli errori di ortografia e dici pure di essere un bravo copywriter? Fai una cosa, rileggi tutto, poi cancella quello che è banale, infine cancella qualcos’altro che non serve. E se proprio non ti rimane niente di utile, cancella tutto, che fai prima.

 

Lasciando da parte l’ironia e la verve polemica, usa un po’ di estro e fantasia nello scrivere, divertiti e fai divertire.

Anche se scrivi del successo della pagina Facebook di un blog sperso nel nulla, fallo con gioia. Evita che chi legge il tuo articolo si emozioni come se leggesse un mattinale dei carabinieri o un elenco del telefono.

Che poi ci sarà un motivo per cui gli elenchi del telefono li distribuiscono gratis, non ci hai mai pensato?


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