Nonna e Nipoti davanti al computer

In Usa il 43% degli over 65 ormai usa i social network. Così il web si popola di senior, che ci capiscono poco, ma hanno molto tempo per imparare. Possono le aziende non interessarsi al fenomeno? Possono non farlo le associazioni?

Ricordiamoci che gli anziani che fanno volontariato sono aumentati del 92% in meno di 10 anni. Gli anziani oggi sono una ricchezza per il terzo settore, ma anche un pubblico numeroso a cui le aziende guardano e devono guardare, perché aumenteranno nei paesi ricchi.

Lorenzo Rossi Doria è l’ufficio stampa del Sindacato Pensionati Italiani (Spi) della Cgil, sindacato con una storia curiosa su facebook. Ha una pagina di poco più di 2000 utenti e un profilo di 5000 amici, ma una potenza comunicativa come pochi. I post vengono condivisi in massa. Segno che ha utenti molto impegnati e interessanti.

 

Lorenzo, ma questi anziani come si approcciano gli anziani ai social? E’ vero che non li usano?

No, non è assolutamente vero. Certo lo usano meno dei giovani ma tutti i dati a nostra disposizione ci dicono che l’accesso al web degli ultrasessantenni è in costante aumento. La mia previsione è che a breve avremo un’intera generazione di “nuovi” anziani che si riverserà su internet.

 

Cosa spinge gli anziani ad andare sul web

Innanzitutto la voglia di non essere tagliati fuori. Dalle notizie, dalla condivisione, da questo nuovo mondo che sta nascendo anche alimentato dal web. C’è poi il bisogno di combattere la solitudinela necessità di impiegare il tanto tempo a disposizione facendo qualcosa di costruttivo come ad esempio parlare con i propri amici su Facebook. Navigare su internet è anche un modo per dimostrare a se stessi e al mondo che si è ancora in grado di imparare, che la mente è ancora sveglia.

 

Quali sono le differenze tra giovani, anziani e mezza età? Che ne so, il linguaggio?

I giovani ne fanno un utilizzo più veloce e intuitivo. Gli anziani cercano di adeguarsi ai ritmi frenetici che ci impone il web, non senza difficoltà. Anche sul linguaggio utilizzato ci sono profonde differenze tra giovani e anziani, anche se noto sempre più spesso da parte dei nostri pensionati l’uso di emoticon, smile e abbreviazioni. Per quanto riguarda invece le persone di mezza età io non ne vedo tantissime in giro sul web  e sui social network. Forse hanno meno tempo a disposizione ma forse hanno anche meno curiosità e voglia di scoprire.

 

Ma ci sono errori da evitare con gli anziani, cose che si danno per scontato, sbagliando?

Ti racconto un episodio: informo via mail i nostri iscritti quando si parla dello Spi in tv o sui giornali. In tanti mi hanno chiesto di specificare sempre a quale giorno mi riferisco perché non sempre aprono la posta e gli è capitato più volte di guardare una trasmissione televisiva o di acquistare un giornale giorni e giorni dopo la mia segnalazione!

 

Quando sei arrivato in Spi, cosa ti ha colpito dell’uso del web degli anziani

La voglia di imparare e la disponibilità a mettersi in gioco. Per un anziano accendere un pc, navigare su internet, mandare una mail o iscriversi a Facebook è una cosa quasi rivoluzionaria, di sicuro inconsueta e difficile. C’è chi ci prova e soprattutto c’è chi ci riesce, anche in età molto avanzata. Nel rispondere a questa tua domanda mi viene in mente mio nonno, che a oltre 80 anni e con un ictus alle spalle ha passato i suoi ultimi giorni di vita a scrivere la sua autobiografia utilizzando uno dei primi personal computer in commercio in Italia. Era il 1988…”

 

Qual è il modo migliore per coinvolgerli, per una realtà del terzo settore?

Lavorare sulla formazione. Sono ancora troppo pochi i corsi sull’uso del computer rivolti alla terza età. Anche su questo il nostro paese pecca di scarsa lungimiranza. Siamo il secondo paese più vecchio al mondo e tutti gli studi demografici ci dicono che l’invecchiamento della popolazione non si arresterà almeno fino al 2050. Consentire un pieno accesso degli anziani a internet sarebbe davvero un modo per includerli nella nostra società, che invece tende a relegarli ai margini. Non voglio esagerare ma la vedo come una questione di democrazia.

 

Consigli per chi lavora su internet per coinvolgere gli anziani?

Offrire loro un punto d’incontro ma anche e soprattutto di servizio. Orientarsi in questa società frenetica ed isterica non è facile, soprattutto per chi può avere qualche problema in più come gli anziani. Internet potrebbe e dovrebbe svolgere un ruolo da questo punto di vista.

 

Come detto all’inizio, una recentissima ricerca della Pew ha stabilito che negli Stati Uniti il 43% degli over 65 americani usa i social network. Nel 2006 era l’1%. E il grande boom è avvenuto negli ultimi quattro anni, quando la percentuale è triplicata.

 

Pensi che sia sottovalutato l’uso di internet degli anziani

Sì, tant’è che è difficile che una notizia che riguarda gli anziani sia in apertura di un sito di questo o quel giornale. Credo sia un calcolo matematico, in troppi pensano che agli anziani la rete non interessi e quindi è un pubblico che si tende ad escludere.

 

Chi sono i pensionati di oggi?

Sono quelli che si sono presi sulle spalle questo paese, che lo hanno reso grande attraverso il lavoro e tanti sacrifici. Oggi la maggior parte di loro vive con un reddito medio-basso e con la scarsa pensione che si ritrovano cercano di aiutare come possono figli e nipoti travolti dalla crisi.

È gente che partecipa, che va sempre a votare, che ha ancora molto da dire. Ecco per tutte queste ragioni forse andrebbero tenuti in maggiore considerazione.

 

Qual è il social preferito?

Più Facebook che Twitter, che è meno intuitivo. Su Facebook gli anziani stanno cominciando ad iscriversi in massa e la loro è una presenza tutt’altro che passiva: discutono, scrivono, commentano, condividono. Su Twitter invece ci stanno poco e male ma non nascondo di avere avuto anche io più di qualche difficoltà ad usarlo, almeno all’inizio.

 

Fanno molti errori?

Consiglio un atteggiamento più “laico”. Per navigare bene bisogna capire a quale fonte di informazione prestare attenzione e a quale no. Il web è anche un mare magnum. Un occhio attento può riconoscere al volo una bufala mentre un anziano, che è meno avvezzo all’uso del web e che conosce poco i pericoli che vi si annidano, rischia di non saper distinguere tra realtà e finzione, tra vera informazione e bluff. Più di una volta mi è capitato di essere contattato da pensionati che ci chiedevano delucidazioni su notizie davvero prive di qualsiasi fondamento. Non tutto il web è bello, bisogna saper selezionare.

 

Qualche “successo” dello Spi? Avete fan molto attivi.

Innegabile, abbiamo un account e una pagina fan su Facebook che sono piuttosto movimentati. Ai nostri iscritti piace interagire, condividono tutto quello che pubblichiamo, lo rilanciano, ne discutono, molto spesso ci tirano le orecchie perché non facciamo quello che si aspettano, ci fanno domande esigendo risposte in tempi rapidi. I numeri non sono ancora eclatanti ma io penso che un anziano che entra su Facebook deve trovare lo Spi Cgil, ci deve poter parlare e ricevere risposte, informazioni, sostegno, anche solo un incoraggiamento in questo momento così difficile.


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