Google One Today

One TodayGoogle lancia una app di crowdfunding sociale che sicuramente rivoluzionerà il mercato. Si chiama One Today, ma ha delle caratteristiche che a parecchi giornalisti italiani sono sfuggite.

Con la nuova app basta un click sul telefonino per donare ogni giorno 1 dollaro a una realtà non-profit tra quelle a disposizione. Ci sono però delle precisazioni da fare.

Innanzitutto il servizio è circoscritto agli Usa, per adesso. Gli States sono un vero terreno di prova per le attività di Big G a servizio del sociale. Google Grants (pubblicità gratuita per le onlus sul motore di ricerca) è partito da là, per poi diffondersi oltreoceano. Adesso i Grants per i video di Youtube sono disponibili solo in Usa, Uk e pochi altri paesi anglofoni.

One Today non permette di donare a tutte le associazioni. Solo quelle che sono registrato a Google for Nonprofits Program possono partecipare alla raccolta fondi. Non è semplice farne parte, sono richiesti tanti documenti amministrativi, che servono al colosso americano a garantire che non si iscrivano personaggi di dubbia moralità. Forse l’hanno inventata pensando all’Italia.

One Today decide il progetto e l’associazione da presentarti, e vieta di donare più di 1 dollaro al giorno. Ogni mattina ti propone un progetto, e lo fa anche sfruttando i dati semantici che gli hai mandato. Mi spiego: se tu doni spesso a progetti per bambini, ti proporrà progetti per bambini, ma non per forza lo stesso progetto a cui hai donato.

Il fatto che scelga lui a chi tu potresti donare ha un lato positivo e uno molto negativo, almeno per gli amanti della privacy. Da una parte è interessante perché evita che vincano sempre le grandi realtà del settore. Dall’altra Google saprà non solo i tuoi dati personali, ma anche quali sono i temi che ti spingono ad aprire il portafoglio. Dati importantissimi per chi si occupa di marketing, non solo all’interno delle onlus.

Ci sono poi delle piccole commissioni: si tratta delle tasse per pagare con carta di credito. Infatti i soldi non li scalano dal credito del telefonino, ma bisogna saldare il conto con una credit card. Se un utente non paga come promesso, l’app si disattiva.

One Today è un servizio di crowdfunding, ma rispetto alle altre piattaforme di crowdfunding sociale richiede meno trasparenza. Infatti basta dire cosa ci si fa con i soldi, del tipo “con 1 euro doni un giorno di vita a un rinoceronte”, mentre altre richiedono aggiornamenti costanti dai progetti su come sono spesi i soldi. È una mancanza? Penso che molte ong apprezzeranno, vista la difficoltà a rendicontare perfettamente le spese in certi paesi del mondo o in certe realtà, dove emergenze e urgenze sono all’ordine del giorno. Inoltre i donatori non saranno molto scocciati, dato che si tratta di piccole cifre.

È difficile che schiacci le attuali piattaforme di crowdfunding sociale. In Italia per adesso non hanno avuto successo, al massimo hanno raccolto 10mila euro a progetto, cifre che una media onlus raggiunge con le donazioni libere (non legate a progetti specifici) via web nel tempo di Natale. In America è tutta un’altra storia, e chi le usa lo fa perché vuole creare un legame forte con il donatore e viceversa. One Today, invece, serve a dare visibilità.


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