Sempre più politica, sempre meno attività degli utenti, sempre meno utenti. E in più i numeri sono chiari: la politica non paga pubblicità e allontana gli sponsor che pagano.

Innanzittutto, la gente si è rotta dei social. Se i 40enni-50enni e gli anziani continuano a sentirlo sempre più come loro, il resto del pubblico si è francamente rotto di canali che ormai sono completamente colonizzati da temi politici. I giovani stanno uscendo da Facebook e si ritrovano su Instagram o Snapchat, preferendo le cosce agli slogan di partito. Dagli torto.

Facebook in Italia età 2018

Gruppi social locali colonizzati da hater politici

Twitter in Italia è un canale per politicanti e giornalisti, si parla solo di attualità da giornali, infatti il suo successo commerciale qui nel Belpaese è pari a zero (siamo onesti!). Facebook ha aperto lo spazio ai gruppi tematici sperando che finalmente mettessero in secondo piano le pagine degli INDIGNATI – sempre maiuscolo – e di quelli che condividono fake e roba sempre polemica, e io mi metto tra questi. In realtà anche i gruppi locali sono stati colonizzati dagli haters, e tutti i “Sei di CASA TUA se”, che si tratti di Roma, Scandicci, o il comune più piccolo della Lucania, sono diventati sfogatoio di consiglieri comunali o gente che non vede l’ora di andare a scaldare una sedia in consiglio comunale.

Per ogni utente che se ne va, smette di navigare o diminuisce le sue interazioni, per le aziende che pagano la pubblicità vuol dire sempre meno pubblico potenziale, e per Facebook – che usiamo come sinonimo di compagnie dietro i vari social – vuol dire salutare questi sponsor, che sposteranno i loro budget da altre parti. Ci penseranno gli sponsor politici a ripianare le entrate? Ma quando mai!

La politica non paga la pubblicità e allontana gli utenti medi

Il mese scorso, Facebook ha bannato alcune pagine e account che si è scoperto fare campagna politica irregolare, cioè realtà che sembravano staccate dai partiti, ma in realtà avevano una regia dietro per far girare le stesse notizie. In totale, avevano speso 12mila dollari in pubblicità! Solo 12mila dollari e basta per un totale di 1 milione di utenti! Una cifra da negozietto in centro città. E nel frattempo erano diventate quelle pagine superseguite che rovinano le nostre bacheche. L’ultima notizia dice che, per controllare le pubblicità politiche e vietare irregolarità, Facebook dovrà spendere una cifra pari a quella che incasserà da quelle pagine come pubblicità: cioè farà guadagno ZERO!

Ultimo esempio, non Social ma siamo vicini. Google ha pubblicato il report sulla pubblicità politica in Usa comprata sul suo sistema. Dal 31 maggio a metà agosto, 6.5 milioni di dollari. Tanti? Mica troppi, su un bilancio 2016 di quasi 80 miliardi di dollari di spot e 2017 di oltre 95 miliardi di dollari. Se in un anno si arrivasse a mantenere questo ritmo di investimento, impossibile perché sta avendo il climax in vista delle elezioni di autunno, si arriverebbe a 31 milioni di dollari. Cioè lo 0,03% del bilancio complessivo degli annunci di Google. E in Italia queste cifre sono lontanissime.

Cacciate la politica, amici del web. Ne guadagnerete tutti e ne guadagneranno le nostre coronarie.

 


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